Il pranzo della domenica.

Considero il pranzo della domenica come uno degli ultimi baluardi di una tradizione italiana solida e sociale legata ai valori dello stare assieme, in famiglia, con gli amici o con entrambe.
Un rito di appartenenza, di condivisione, di celebrazione attraverso uno strumento, quello della cucina, che ci rende unici al mondo.
Al pranzo della domenica associo i miei ricordi di bambino quando, per l’occasione, con i miei genitori andavamo a San Germano Vercellese, dalla nonna paterna, che preparava una grande tavolata per noi, i miei zii e le mie cugine. 
Ricordo ancora la pasta al forno, le cotolette impanate e delle patate fritte così fragranti, grandi e dolci che non ne ho più mangiate. Le pietanze erano preparate da nonna Elvina, su una stufa di metallo con le piastre in ghisa, alimentata a legna, che emanava un calore incredibile.
Oggi i pranzi della domenica continuano, a volte al ristorante e la maggior parte delle volte in casa, con un ragù eccezionale di mia suocera Antonia fatto con la carne, il finocchietto selvatico quello siciliano e una cottura lentissima che sfido ogni chef stellato a riprodurlo con quel sapore e quella consistenza che lascia sulla pasta e sulle papille gustative.
Cambiano i tempi ma il pranzo della domenica rimane e spero che resista ancora per lunghi anni.
Buon pranzo della domenica a tutti

GIan Luca Marino

Il pranzo della domenica.