Un attentato fallito al Santo Padre scuote le fondamenta del Vaticano. In un ambiente chiuso, rituale e impenetrabile come quello della Santa Sede, ogni segreto pesa come una condanna e ogni silenzio può nascondere una verità pericolosa.
A essere coinvolto nell’indagine è don Luigi, un sacerdote mite e riservato che vive in una piccola parrocchia toscana. Ma dietro quel nome semplice si cela un passato che nessuno conosce: don Luigi è in realtà Massimiliano Colabruna, ex tenente dei Carabinieri, un uomo che ha attraversato il dolore, la perdita e una crisi esistenziale profonda che lo ha portato a lasciare tutto per ricominciare da zero.
Richiamato suo malgrado nel cuore dell’intrigo, Colabruna si ritrova immerso in un’indagine che lo costringe a confrontarsi con ciò che credeva di aver sepolto per sempre. Tra corridoi antichi, archivi segreti, prelati ambigui e una rete di poteri che si muove nell’ombra, l’ex ufficiale dovrà fare i conti con un nemico invisibile e con il proprio destino.
“La Bolla Papale” è un giallo intenso e umano, dove fede e ragione si intrecciano in un percorso che mette alla prova non solo l’intelligenza investigativa del protagonista, ma anche la sua anima. Un romanzo che esplora il confine sottile tra colpa e redenzione, tra verità e mistero, tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora diventare.
Massimo Perucca firma un nuovo capitolo della saga del tenente Colabruna, portando il suo personaggio più maturo, fragile e potente che mai, in un’indagine che cambierà per sempre il suo cammino.
Intervista all’autore:
Da dove nasce l’idea di “La Bolla Papale”?
L’idea nasce dal fascino che ho sempre provato per i luoghi chiusi, rituali e carichi di simboli. Il Vaticano è uno di questi: un mondo a sé, dove ogni gesto ha un significato e ogni silenzio può nascondere una verità. Ho immaginato cosa accadrebbe se un attentato fallito al Santo Padre riportasse alla luce il passato di un uomo che pensava di aver chiuso con le indagini.
Chi è don Luigi / Massimiliano Colabruna?
È un uomo diviso tra due identità: quella del sacerdote che cerca pace e quella dell’ex tenente dei Carabinieri che non può ignorare il richiamo della verità. È un personaggio che porta sulle spalle ferite, scelte difficili e un senso profondo di responsabilità. In questo romanzo affronta non solo un’indagine, ma anche se stesso.
Perché ambientare un giallo in Vaticano?
Perché è un luogo perfetto per un mistero: chiuso, protetto, pieno di storia e di segreti. È un ambiente dove nulla è casuale e dove ogni passo può avere conseguenze. Ambientare un giallo lì significa giocare con tensioni antiche e moderne allo stesso tempo.
Quali temi affronta il romanzo?
Il romanzo parla di mistero, certo, ma anche di fede, destino, identità e rinascita. È una storia che mette alla prova non solo l’intelligenza del protagonista, ma anche la sua anima.
“La Bolla Papale” fa parte di una saga?
Sì, è il capitolo finale della saga dedicata al tenente Colabruna. Ogni romanzo può essere letto anche singolarmente, ma insieme compongono il percorso umano e investigativo del protagonista.
Cosa spera che il lettore porti con sé dopo la lettura?
Spero che porti con sé la sensazione di aver vissuto un viaggio dentro un luogo affascinante e dentro un uomo complesso. E magari la voglia di cercare le precedenti tre avventure del protagonista.







